Abbazia S. Maria di Acqualunga

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Caratteristiche Architettoniche

La chiesa ha subito diversi interventi che ne hanno trasformato l’aspetto nella forma e nelle decorazioni. Oggi infatti ad Acqualunga, dell’antico monastero rimane soltanto la Chiesa Abbaziale perché tutto il restante impianto monastico è stato distrutto e quello che rimane è frutto di rimaneggiamenti di epoche successive.

P Pianta largeLe dimensioni in pianta della chiesa abbaziale sono 19 m di lunghezza e 17,20 m di larghezza testimoniano che la famiglia monastica di Acqualunga non doveva essere molto numerosa. Dalla planimetria della Chiesa possiamo notare che non è presente il transetto e il coro ha una terminazione piatta, di forma rettangolare, secondo i canoni classici dell’architettura cistercense.

L’attuale architettura interna dell’abbazia costituita da una grande aula rettangolare divisa in tre navate da possenti pilastri a fascio. Sopra i semplici capitelli modanati si sviluppano gli archi a sesto acuto che sostengono le volte a crociera archiacute. Le navate sono costituite da due campate, di cui quelle centrali di maggiore altezza, l’andamento spaziale delle navate è maggiore in larghezza che in profondità. In corrispondenza della navata centrale sono posti il presbiterio e l’altare. Il presbiterio sviluppa in profondità lo spazio della chiesa che è però privo di abside. Nella navata sinistra è presente una cappella laterale con un altare. Alla sinistra dell’ingresso, sulla controfacciata si trova una nicchia con il fonte battesimale. Le decorazioni murali sono di gusto neo gotico ottocentesco. Le volte sono decorate con uno spiccato ornato architettonico, si tratta di elementi architettonici con un tipico andamento di gusto gotico, traforati, su fondo blu. Il timbro cromatico delle decorazioni è monocromatico con forti effetti chiaroscurali, che contribuiscono a creare un’efficace atmosfera luminosa, integrandosi con la luce naturale proveniente dalle finestre circolari.

All’interno, la fattura è meno evidente, dato che le volte attuali sono state rifatte con molta probabilità in epoca posteriore, e le stesse sono state affrescate da Fedele Cavallasca nel 1857; le attuali volte non sono quelle originarie, dato che nel sottotetto della stessa parte absidale sono ancora presenti gli appoggi delle volte più antiche che erano poste appena al di sopra del rosone murato.

La parte esterna della chiesa riprende i volumi interni nella facciata a campata. La navata destra ha un tetto trasversale alla facciata, per raccordarsi all’edificio laterale del convento. Un portalino voltato è posto nel centro della facciata. Due voluminosi contrafforti quadrangolari separano le spaziature della facciata. Lateralmente la volumetria esterna restituisce quella interna. Il volume della navata centrale che si eleva leggermente su quella laterale. Il presbiterio posto quasi in continuità con la navata centrale ne accresce ulteriormente la profondità. All’incontro tra la navata laterale e il presbiterio è collocato il campanile quadrangolare. La facciata posteriore era parzialmente coperta da una tettoia che raccordava la chiesa con le strutture del porticato agricolo interno.

Nella testata esterna del coro è possibile osservare un ampio rosone, ora murato, fiancheggiato da due lesene piatte che non giungono sino al tetto, secondo un modulo assai frequente in Lombardia. Al di sopra di queste lesene è posto un fregio ad archetti che denota un possibile rifacimento rispetto a quelli presenti sul fianco settentrionale della chiesa, sulla terminazione della navata laterale sinistra. La struttura potrebbe risalire ai primi decenni del XIII secolo, la stessa navata sinistra presenta tradizionali contrafforti, visibili anche in facciata; quest’ultima ha un tipico taglio a frontone tricuspidato, anche se la parte di destra è stata resa piatta a seguito di successive modifiche, ed è divisa in tre distinte zone da contrafforti che terminano notevolmente al di sotto del colmo, secondo una tipologia tipica di altre Chiese della Lomellina, come S. Lorenzo di Mortara o San Pietro Martire di Vigevano.